L’Autorità Generale per il Cibo e i Medicinali ha presentato la bozza della “Specifica Standard del Golfo per le Patate Fritte Surgelate” attraverso una piattaforma di consultazione pubblica, nell’ambito dei suoi sforzi per sviluppare normative e standard che garantiscano la qualità e la sicurezza dei prodotti alimentari commercializzati nei mercati del Golfo, in linea con le pratiche e i requisiti sanitari approvati a livello regionale e internazionale.

La specifica proposta, aperta alla revisione e ai contributi di esperti e consumatori, definisce precisamente le caratteristiche delle patate fritte surgelate preparate da varietà di patate fresche, destinate al consumo diretto dopo la frittura o la precottura. Non include prodotti non fritti o non precotti.

La specifica chiarisce che la forma del prodotto può essere diritta o ondulata, con fette o pezzi che aderiscono a dimensioni specifiche. Lo spessore delle fette varia da 4 a oltre 16 mm, classificate da fette sottili a pezzi molto grandi. La specifica consente anche una variazione di lunghezza relativa non superiore al 10%, a condizione che siano soddisfatti gli standard generali di qualità.

Requisiti di Qualità e Sicurezza

La specifica richiede che le patate utilizzate siano sane, pulite e prive di difetti, germogli, danni da funghi o insetti. Il processo di produzione deve utilizzare oli e grassi commestibili conformi alle specifiche, e il prodotto deve essere privo di grassi parzialmente idrogenati e di qualsiasi sostanza o ingrediente che violi le disposizioni della Sharia islamica, come prodotti suini e loro derivati.

Sottolinea che il prodotto finale deve avere un colore e una consistenza uniformi, essere privo di odori o sapori estranei, e avere un contenuto di umidità non superiore al 76% per le fette sottili, medie e spesse, e al 78% per le fette molto grandi.

Controllo dei Contaminanti Fungini

La specifica include limiti massimi per residui di pesticidi, contaminanti e tossine fungine, oltre a stabilire controlli per i livelli di radiazione consentiti nel prodotto, garantendo l’assenza di rischi per la salute dei consumatori.

Specifica percentuali precise per i difetti visivi come rotture, scolorimenti o difetti derivanti dalla frittura, consentendo livelli minimi che non influenzino la qualità del prodotto.

Imballaggio ed Etichettatura Alimentare

L’Autorità ha confermato che la specifica richiede alle fabbriche di utilizzare materiali di imballaggio sicuri, che mantengano la qualità del prodotto e prevengano la contaminazione, l’essiccazione o l’acquisizione di odori o colori estranei durante lo stoccaggio e la distribuzione.

Impone che l’etichetta alimentare includa informazioni chiare sulla forma del prodotto, il tipo di olio utilizzato per la frittura, eventuali additivi alimentari se presenti, informazioni nutrizionali, data di scadenza e la dicitura “Conservare a una temperatura non superiore a -18°C fino al consumo”.