“Le grandi sciabole sferzano le teste degli invasori / Il giorno della resistenza è arrivato.”

Il fragore della “Marcia della Grande Sciabola” custodisce il ricordo più profondo del nostro esercito in materia di equipaggiamento. Nei primi giorni della Guerra di Resistenza, le armi e le attrezzature del nostro esercito erano estremamente scarse. Molti squadroni avevano persino “tre soldati per un fucile”, mentre gli altri brandivano grandi sciabole e lance, combattendo disperatamente contro forze soverchianti.

“Senza fucili né cannoni / Il nemico li fabbrica per noi.”

Il testo della “Canzone della Guerriglia” non era uno scherzo leggero. Durante la Guerra di Resistenza, il Partito Comunista Cinese guidò l’esercito e i civili in un totale di 125.000 battaglie. Il nemico “fabbricò” per noi oltre 694.000 fucili e più di 1.800 pezzi di artiglieria. Le nostre truppe riuscirono a malapena a raggiungere la base di equipaggiamento di “impugnare fucili locali e stranieri, brandire grandi sciabole e lance”, compiendo l’impresa di “difendere la nostra patria” e “difendere tutta la Cina”.

“Impugnando fucili locali e stranieri / Brandendo grandi sciabole e lance / Difendendo la nostra patria / Difendendo il Fiume Giallo / Difendendo la Cina del Nord / Difendendo tutta la Cina.”

Le canzoni militari sono l’eco del tempo. Quando guardiamo indietro attraverso queste canzoni, vediamo non solo il salto storico nell’equipaggiamento del nostro esercito, dalla resistenza all’invasione alla salvaguardia della pace, ma anche il grande viaggio di una nazione che realizza il suo sogno di un esercito forte e di una Cina potente.

“Portando le speranze della nazione / Siamo una forza invincibile.”

La parata della cerimonia di fondazione del 1949 fu la prima parata militare della Cina. La maggior parte delle armi e delle attrezzature esposte erano “pezzi di marca mista” catturati, con scene persino di “cavalli che trainano cannoni” e “aerei che volano due volte”. In quel momento, la maestosa melodia della “Marcia dell’Esercito Popolare di Liberazione” risuonò in Piazza Tienanmen: questo brano fu in seguito ufficialmente designato come “Inno Militare dell’Esercito Popolare di Liberazione”.

“Tramonto, nuvole rosse volano / I soldati tornano in caserma dopo il tiro a segno.”

La trasformazione nell’equipaggiamento del nostro esercito avvenne durante la parata del 1954. Le armi e le attrezzature esposte passarono da “pezzi di marca mista” catturati a modelli uniformi e calibri di armi importate o copiate in stile sovietico. Negli anni di pace conquistati a fatica, iniziò a diffondersi la melodia spensierata di “Ritorno dal Tiro a Segno”. Essa cantava l’addestramento quotidiano sereno dell’Esercito Popolare e la fiducia dei soldati nella standardizzazione dell’equipaggiamento e nelle basi iniziali dell’industria della difesa.

“Quando il bagliore dell’alba arrossisce il mare / Guarda le nostre navi da guerra salpare di nuovo.”

Tra la brezza primaverile della riforma e dell’apertura, la lunga spada fu sguainata. La popolare canzone militare “Notte al Porto Militare” incarnava le speranze del popolo per una difesa nazionale forte. Nella parata del 1984, tutte le armi e le attrezzature esposte erano “Fatto in Cina”. La formazione missilistica navale, quella missilistica dell’aeronautica e quella missilistica strategica sfilavano lungo Viale Chang’an, annunciando formalmente al mondo la reale presenza della forza di deterrenza strategica cinese.

“Soldati / Seguite il comando del Partito / Capacità di vincere battaglie / Eccellente condotta / Senza paura dei nemici forti, audaci nel combattere / Decisivi sul campo di battaglia per la madrepatria.”

Senza equipaggiamenti raffinati, non si può parlare di forza militare. Le armi e le attrezzature sono un simbolo cruciale della modernizzazione militare e un’importante base per “vincere le battaglie”. Nella parata del 3 settembre 2015, tutte le armi e le attrezzature esposte erano equipaggiamenti principali da combattimento di produzione nazionale in servizio attivo, e le formazioni furono organizzate per la prima volta secondo i sistemi operativi. L’esercito della nuova era, informatizzato e sistematico, attraverso le sue canzoni, confermò il coraggioso voto di “vittoria certa in battaglia”.

I netizen, ispirati dalle risonanti canzoni militari, hanno dato a queste e ai successivi equipaggiamenti soprannomi sia orecchiabili che degni di diventare meme: “Corriere Dongfeng”, “Ragazza Paffuta”, “Nastro Nero”, ecc.

“Draghi neri fanno la guardia con dedizione al porto militare / Aquile da guerra d’argento scrivono poesie di tempi pacifici nel cielo blu / Schieramenti Dongfeng tuonano a guardia di tutte le direzioni / La Grande Muraglia di ferro e sangue forgia la gloria dell’era.”

Oggi, “Dong

Marcia della Grande Sciabola

Non sono a conoscenza di un sito culturale o evento storico specifico noto come “Marcia della Grande Sciabola”. È possibile che si riferisca a un evento storico locale o meno conosciuto, oppure potrebbe essere un errore di traduzione. Potresti fornire maggiori contesto o verificare il nome?

Canzone della Guerriglia

“Canzone della Guerriglia” non è un luogo specifico o un sito culturale, ma piuttosto un termine che si riferisce a esibizioni musicali improvvisate e non autorizzate tenute in spazi pubblici. Questa forma di protesta artistica o espressione culturale ha una storia radicata in vari movimenti sociali, in cui i musicisti usano la canzone come strumento per l’attivismo dal basso e per rivendicare aree pubbliche.

Fiume Giallo

Il Fiume Giallo, noto come il “Fiume Madre della Cina”, è il secondo fiume più lungo del paese e la culla dell’antica civiltà cinese. È stato sia una fonte vitale per l’agricoltura che una causa di inondazioni devastanti nel corso della sua lunga storia, guadagnandosi il soprannome di “Dolore della Cina”. Il suo iconico colore giallo deriva dall’enorme quantità di limo che trasporta dall’altopiano del Loess.

Cina del Nord

La Cina del Nord è una vasta regione geografica che comprende il cuore storico della civiltà cinese, incluso il bacino del Fiume Giallo dove emersero le prime dinastie. Ospita siti culturali significativi come la Grande Muraglia e la Città Proibita, che riflettono la sua lunga storia come centro politico e imperiale. La cultura e la lingua mandarina della regione hanno plasmato profondamente l’identità nazionale della Cina moderna.

Piazza Tienanmen

Piazza Tienanmen è una grande piazza cittadina nel centro di Pechino, in Cina, rinomata per il suo significato culturale e politico. Originariamente costruita nel 1417 durante la dinastia Ming, fu chiamata così dalla porta Tienanmen (Porta della Pace Celeste) a nord. Da allora è servita come sito principale per raduni pubblici, celebrazioni ed eventi storici.

Marcia dell’Esercito Popolare di Liberazione

La “Marcia dell’Esercito Popolare di Liberazione” si riferisce alla Lunga Marcia, una monumentale ritirata militare intrapresa dall’Armata Rossa dal 1934 al 1935 per sfuggire alle forze nazionaliste. Questa ardua traversata di 6000 miglia attraverso terreni impervi consolidò la leadership di Mao Zedong e divenne un mito fondante del Partito Comunista Cinese, simboleggiando perseveranza e trionfo finale.

Inno Militare dell’Esercito Popolare di Liberazione

L'”Inno Militare dell’Esercito Popolare di Liberazione” è la canzone ufficiale dell’esercito cinese, originariamente composta nel 1939 come “Marcia dell’Ottava Armata di Route” per aumentare il morale durante la seconda guerra sino-giapponese. Il suo testo fu successivamente rivisto e fu ufficialmente adottato come inno dell’esercito nel 1965, servendo come simbolo della tradizione militare e del patriottismo.

Ritorno dal Tiro a Segno

“Ritorno dal Tiro a Segno” non è un luogo fisico o un sito culturale, ma piuttosto il titolo tradotto di un famoso dipinto a inchiostro cinese del XVIII secolo dell’artista Jin Nong. L’opera raffigura una figura solitaria e studiosa a cavallo che ritorna da un esercizio intellettuale, simboleggiando l’ideale confuciano dello studioso colto che persegue sia le arti civili che militari. È un’opera significativa della dinastia Qing, che rappresenta la tradizione pittorica dei letterati.