La Corte d’Appello del Cairo ha confermato una condanna a tre anni di carcere per l’imputata, Noha Raouf Michel Iskander, nota ai media come Noha El Dekr, in un caso di tratta di esseri umani. È stata ritenuta colpevole di sfruttare minorenni per farle lavorare in un nightclub e impiegarle in attività contrarie al buon costume.

Rigettato il ricorso di Noha El Dekr; confermata la condanna a 3 anni per tratta di esseri umani

La motivazione della sentenza ha rivelato che l’imputata ha commesso il reato di tratta di esseri umani sfruttando diverse ragazze minorenni, reclutandole per lavorare all’interno di un nightclub in cambio di denaro. Ha approfittato del loro stato di vulnerabilità, bisogno e giovane età con l’obiettivo di ottenere benefici materiali attraverso mezzi illeciti.

Il tribunale ha chiarito che l’imputata affittava e gestiva un nightclub in un hotel, di fatto dirigendolo da dietro le quinte con l’aiuto di alcuni suoi dipendenti. Le ragazze venivano impiegate in attività inappropriate, contrarie ai valori e alla legge, in cambio di somme giornaliere tra le 400 e le 500 sterline egiziane, mentre l’imputata riceveva una percentuale dei guadagni.

La motivazione indicava che le vittime hanno confermato durante le indagini che l’imputata era pienamente consapevole della loro giovane età e delle difficili condizioni di vita e ha sfruttato questo per impiegarle all’interno del locale. Hanno affermato che era lei a essere responsabile della gestione del posto, dell’organizzazione del lavoro e della riscossione del denaro.

Il tribunale si è basato sulle indagini dell’Amministrazione Generale per la Protezione del Buon Costume, che hanno confermato la veridicità dei fatti. Le ragazze sono state sorprese all’interno del nightclub durante il lavoro e, messe di fronte alle accuse, hanno riconosciuto il ruolo dell’imputata nel loro sfruttamento.

Su ordine della Procura, l’imputata è stata arrestata. Nella sua disponibilità sono state trovate una somma di denaro e dei telefoni cellulari, provati essere il ricavato dell’attività in questione.

La corte ha respinto le argomentazioni della difesa relative all’assenza degli elementi costitutivi del reato e alla mancanza di serietà delle indagini. Ha confermato che il reato di tratta di esseri umani si configura con lo sfruttamento di uno stato di vulnerabilità e bisogno, e che l’illiceità dell’atto non viene meno con il consenso delle vittime, specialmente considerando che è stato provato che erano minorenni.

Il tribunale ha affermato che i reati ascritti all’imputata erano tra loro connessi in modo inscindibile, il che ha reso necessario considerarli come un unico reato e applicare la pena più severa, pur applicando un margine di clemenza nei limiti dell’articolo 17 del Codice Penale.

La corte ha concluso la sua motivazione confermando che le prove erano decisive ed esaustive, e che tutti gli elementi del reato di tratta di esseri umani erano presenti, il che giustificava l’irrogazione della suddetta pena.

Corte d’Appello del Cairo

La Corte d’Appello del Cairo è una delle principali istituzioni giudiziarie in Egitto, istituita alla fine del XIX secolo durante la modernizzazione del sistema legale del paese. Funge da organo d’appello chiave, rivedendo le decisioni dei tribunali inferiori e occupandosi di casi civili, penali e commerciali di rilievo, riflettendo la fusione egiziana di tradizioni di diritto civile e islamico.

Amministrazione Generale per la Protezione del Buon Costume

L’Amministrazione Generale per la Protezione del Buon Costume è un’agenzia governativa dell’Arabia Saudita, spesso indicata come “polizia religiosa” o *Haia*. Storicamente, il suo mandato era far rispettare rigide interpretazioni della legge islamica in pubblico, monitorando comportamenti e abbigliamento. I suoi poteri e presenza pubblica sono stati notevolmente ridotti negli ultimi anni nell’ambito delle riforme sociali ed economiche del regno sotto Vision 2030.

Procura della Repubblica

La Procura della Repubblica è un’istituzione legale, non un sito culturale specifico, responsabile di rappresentare lo Stato nei procedimenti penali. La sua forma moderna, come ramo indipendente della magistratura separato dalla polizia e dai tribunali, si è sviluppata principalmente nei secoli XIX e XX, con radici storiche in figure come il *procureur* francese o l’Attorney General inglese. La sua funzione principale è indagare sui reati, decidere in merito alle azioni penali e far rispettare la legge nell’interesse pubblico.

Codice Penale

Il Codice Penale non è un luogo o sito culturale specifico, ma un documento legale che codifica le leggi penali di una giurisdizione. La sua storia risale generalmente ai sistemi giuridici antichi, con codici moderni come il Codice Napoleonico francese (1810) e il Codice Penale tedesco (1871) che hanno servito da modelli influenti per molti paesi. Questi codici definiscono sistematicamente i reati e le relative pene, evolvendosi nel tempo per riflettere i mutevoli valori sociali.