I “portoghesi” sono vecchi quanto il trasporto pubblico stesso. Inizialmente, sui tram, e poi su filobus e autobus, il denaro veniva raccolto dai bigliettai, uno per carrozza o cabina. Ma anche 100 anni fa, alcune persone riuscivano a viaggiare senza pagare, a volte con la complicità dei dipendenti dei trasporti: questo è ben descritto nelle memorie di Konstantin Paustovsky, che da giovane faceva lui stesso il bigliettaio su un tram.
“Il passeggero di oggi”, diceva Babaev, “è debole di nervi. Bisogna fargli delle concessioni. Bisogna mostrare benevolenza verso il passeggero, e persino far viaggiare gratis qualcuno. Per esempio, dal modo in cui una persona sale in carrozza, io già capisco che vuole viaggiare senza biglietto. Dall’espressione del suo viso. Vedi che una persona ha bisogno di spostarsi, ma si nasconde da te nella carrozza: significa che è al verde. Quindi non importuni quel passeggero per il biglietto. Fai finta di avergli già dato il biglietto, e anche con la dovuta enfasi drammatica. In ogni campo bisogna mostrare indulgenza verso le persone, e nel nostro servizio di bigliettaio, soprattutto. Noi abbiamo a che fare con tutta Mosca. E a Mosca, c’è tanto dolore umano quanto sabbia nel mare.”
Negli anni ’60, i bigliettai a Mosca furono aboliti insieme al pagamento della tariffa zonale. Al loro posto, nelle cabine e nelle carrozze furono installate delle cassette dove bisognava inserire delle monete per girare un tamburo e tirare fuori un biglietto. Su queste cassette campeggiava la scritta “La coscienza è il miglior controllore”, e l’intero sistema sembrava logico per una città in marcia verso il comunismo (entro il 1980, come dichiarò Nikita Khrushchev al XXII Congresso del Partito, avremmo dovuto aver già costruito questo sistema ideale).
Una nuova riforma seguì nel 1985-1987: in estate, il sistema di pagamento cambiò da un giorno all’altro. Fu introdotta una tariffa unica di 5 copechi per qualsiasi viaggio (in precedenza, un viaggio in tram costava 3 copechi, in filobus 4, e in autobus e metropolitana 5). I biglietti di carta (detti anche coupon) dovevano essere acquistati alle biglietterie o dagli autisti. La multa per l’evasione tariffaria allora era di 6 rubli sovietici, pari al costo di un abbonamento mensile illimitato per metropolitana e trasporto di superficie.
Il sistema con i coupon di carta funzionò (seppur, ovviamente, con tariffe diverse) anche negli anni ’90. Ma la coscienza come controllore, naturalmente, non funzionava più; e gli stessi controllori erano molto diminuiti. Perciò, per diversi anni, i bigliettai con le grosse borse alla cintura tornarono sui trasporti di superficie di Mosca (solo su alcune linee). Il loro “rinascimento” durò dalla metà degli anni ’90 al 2005, quando iniziò a essere introdotto sui mezzi di superficie un Sistema Automatico di Controllo della Tariffa (AFCS). Con questo sistema, funzionava solo una singola porta anteriore per la salita, dietro la quale si trovavano un validatore e un tornello. Negli anni 2010, quando i tornelli furono aboliti, salire e scendere divenne di nuovo molto più comodo. I validatori rimasero, e ora si trovano praticamente ad ogni porta della cabina.
Come viene controllato il pagamento del biglietto nei trasporti di Mosca
Il controllo tariffario a Mosca è gestito dal 2011 dall’Istituto Pubblico Statale “Organizzatore dei Trasporti”: questa funzione fu trasferita all’ente dal vettore (“Mosgortrans”). Gli ispettori di questa organizzazione hanno il potere di:
- emettere multe per l’evasione tariffaria e altre infrazioni amministrative sui trasporti ai cittadini over 16;
- richiedere un documento di identità a un portoghese per emettere la multa, restituendo il documento direttamente;
- chiamare la polizia per condurre in commissariato un portoghese sprovvisto di documenti;
- bloccare una tessera sociale di viaggio se utilizzata da un’altra persona.
Allo stesso tempo, un ispettore è obbligato a essere educato ed esibire il proprio tesserino su richiesta dei passeggeri.

Portoghesi “inselvatichiti”
Gli attacchi agli ispettori divennero un