L’Autorità per Zakat, Imposte e Dogane (ZATCA) del Porto Islamico di Gedda è riuscita a sventare un tentativo di contrabbando di 310.000 pastiglie di anfetamina, note come “Captagon”, nascoste all’interno di un veicolo in ingresso nel Regno attraverso il porto.

Durante l’ispezione e la revisione di uno dei veicoli in arrivo al Porto Islamico di Gedda, è stata scoperta questa quantità di pastiglie occultate in varie parti dell’automobile.

Dopo aver completato la procedura di sequestro, è stato coordinato l’intervento della Direzione Generale per il Controllo degli Stupefacenti per garantire l’arresto di otto persone coinvolte nella ricezione degli articoli sequestrati all’interno del Regno.

L’Autorità continua ad applicare severi controlli doganali su importazioni ed esportazioni per garantire la sicurezza della comunità e proteggersi da questo tipo di minacce, in continua cooperazione e coordinamento con la Direzione Generale per il Controllo degli Stupefacenti.

L’Autorità invita tutti a contribuire nella lotta contro il contrabbando per proteggere la società e l’economia nazionale, segnalando tramite la linea di sicurezza dedicata (1910) o via email all’indirizzo (1910@zatca.gov.sa). Le segnalazioni relative a reati di contrabbando e violazioni doganali vengono gestite con la massima riservatezza e viene offerta una ricompensa economica se le informazioni vengono verificate.

Porto Islamico di Gedda

Il **Porto Islamico di Gedda**, situato sulla costa del Mar Rosso in Arabia Saudita, è uno dei porti marittimi più antichi e importanti del paese, con una storia che risale a oltre 1.300 anni fa. Ha funto da snodo fondamentale per il commercio e il pellegrinaggio, collegando la Penisola Arabica con Africa, Asia ed Europa, ed è stato storicamente la principale porta d’ingresso per i pellegrini musulmani diretti alla Mecca. Oggi rimane un vitale centro commerciale e logistico, gestendo una parte significativa delle importazioni ed esportazioni dell’Arabia Saudita.