Nel 1942, nelle pianure dell’Hebei centrale, si stava silenziosamente dispiegando un disperato contrattacco sottoterra. Da nascondigli in cantine a intricati labirinti di battaglia, tattiche semplici ma ingegnose presero piede sotto la superficie. Pale e zappe avanzavano nel buio, costruendo una fortezza sotterranea indistruttibile: questa era la guerra di gallerie che incuteva timore negli invasori giapponesi. Comprendi l’ingegnosità delle tattiche della guerra di gallerie in soli 70 secondi.
Hebei
L’Hebei è una provincia della Cina settentrionale che circonda Pechino e Tianjin, nota per la sua ricca storia e il suo patrimonio culturale. Fu sede di diverse antiche capitali, tra cui Chengde, che ospita la Residenza di Montagna, patrimonio UNESCO, e i templi circostanti. La provincia include anche tratti della Grande Muraglia e le Tombe orientali dei Qing, a testimonianza della sua importanza durante le dinastie imperiali.
Guerra di gallerie
La guerra di gallerie si riferisce all’uso di tunnel sotterranei per il combattimento, spesso per attacchi a sorpresa, riparo o rotte di rifornimento. È stata utilizzata nel corso della storia, in particolare durante la Prima Guerra Mondiale nella guerra di trincea e nella Guerra del Vietnam, dove i Viet Cong costruirono estese reti di tunnel come quelli di Cu Chi. Questi sistemi permettevano ai combattenti di sfuggire al nemico, tendere imboscate e sostenere una resistenza prolungata.