
I paesi gestiscono in modo flessibile i tassi di cambio come strumento importante della politica monetaria, con l’obiettivo di controllare l’inflazione, sostenere la crescita e limitare gli effetti di spillover derivanti da shock economici esterni.
Singapore opera una politica monetaria incentrata sul tasso di cambio
Singapore è una delle poche economie che conduce la politica monetaria principalmente attraverso il tasso di cambio, anziché utilizzare i tassi di interesse come strumento centrale. Questo approccio è mantenuto da anni dall’Autorità Monetaria di Singapore (MAS), la banca centrale del paese, per sostenere la crescita economica e controllare l’inflazione, specialmente quella importata in un’economia altamente aperta.
Il fulcro del quadro politico è il tasso di cambio effettivo nominale del dollaro di Singapore rispetto a un paniere di valute (S$NEER). La MAS non aggancia il SGD a una specifica valuta estera, ma permette al tasso di cambio di muoversi all’interno di una banda politica non divulgata, adeguando il proprio orientamento attraverso i parametri della banda. Questo metodo aiuta il tasso di cambio a riflettere le condizioni economiche sottostanti, evitando al contempo fluttuazioni brusche che potrebbero destabilizzare i prezzi e le operazioni commerciali.
Secondo le analisi della Banca dei Regolamenti Internazionali (BIS), l’economia di Singapore è fortemente dipendente dal commercio e dalle importazioni, il che fa sì che le fluttuazioni del tasso di cambio si trasmettano rapidamente nei prezzi interni. La BIS sostiene che il meccanismo di gestione basato sul paniere con una banda di fluttuazione aiuta a ridurre le pressioni inflazionistiche esterne, creando un ambiente più stabile per il commercio e gli investimenti.

Le valutazioni del Fondo Monetario Internazionale (FMI) mostrano anche che il pass-through dal tasso di cambio all’inflazione a Singapore è significativo. Il FMI nota che l’uso del tasso di cambio come principale strumento di politica ha aiutato Singapore a controllare efficacemente l’inflazione durante periodi di forte volatilità globale dei costi di energia, cibo e trasporti, quando shock esterni si diffondono facilmente nell’economia domestica.
Attualmente, la MAS gestisce il tasso di cambio attraverso tre parametri principali della banda S$NEER. Il primo è la pendenza, che indica la tendenza del dollaro di Singapore a apprezzarsi o deprezzarsi gradualmente nel tempo. Il secondo è il punto medio, che può essere adeguato quando il panorama economico cambia significativamente. Il terzo è l’ampiezza della banda, che permette al tasso di cambio di fluttuare entro un certo limite per assorbire la volatilità di breve termine del mercato. Grazie a questo approccio gestionale, Singapore può sostenere in modo flessibile la crescita economica mantenendo il controllo sull’inflazione.
Le recenti decisioni di politica riflettono l’approccio cauto di Singapore. In un contesto di crescita economica stabile mentre i rischi inflazionistici non sono completamente scomparsi, l’Autorità Monetaria di Singapore (MAS) ha deciso di mantenere l’attuale orientamento del tasso di cambio, lasciando invariati la banda di fluttuazione e il livello di riferimento dello S$NEER. Questo approccio aiuta il mercato a evitare volatilità improvvise, consentendo ai policymaker di conservare margine di manovra per aggiustamenti futuri se le pressioni sui prezzi dovessero aumentare.
L’India regola flessibilmente il tasso di cambio nel quadro del controllo dell’inflazione
L’India gestisce il tasso di cambio della rupia con un meccanismo di “fluttuazione controllata”, in cui il mercato gioca il ruolo decisivo nel trend principale, e le autorità intervengono solo quando le fluttuazioni diventano troppo forti e rischiano di riversarsi su inflazione e stabilità economica.
In questo approccio, il controllo dell’inflazione è il fulcro centrale, che guida le decisioni relative al tasso di cambio e alle operazioni sul mercato valutario.
Il fondamento più importante della politica è il quadro di inflation targeting. La Reserve Bank of India (RBI) afferma che il governo indiano mantiene un obiettivo di inflazione al 4%, con una banda ammissibile del 2-6% per il periodo da aprile 2021 a marzo 2026. Stabilire un obiettivo così chiaro aiuta ad ancorare le aspettative inflazionistiche, permettendo alla RBI di evitare reazioni eccessive alle fluttuazioni di breve termine della rupia e di concentrarsi sull’obiettivo della stabilità dei prezzi interni.
Su questa base, la RBI gestisce il tasso di cambio per limitare picchi improvvisi di volatilità, piuttosto che perseguire un livello specifico della rupia. Le valutazioni internazionali indicano che gli interventi sul mercato dei cambi dell’India mirano principalmente a smussare le fluttuazioni ritenute eccessive, anziché a indirizzare il tasso di cambio verso un livello fisso. Il Fondo Monetario Internazionale (FMI) nota che queste misure si concentrano sulla riduzione della forte volatilità nel mercato valutario, contribuendo così alla stabilità della rupia preservando i meccanismi guidati dal mercato.
Per raggiungere questo obiettivo senza vendere direttamente riserve valutarie, la RBI utilizza anche strumenti tecnici. Una misura