Un’ampia operazione di sicurezza è stata condotta nel sud-est, culminata con l’irruzione in una fattoria situata alla periferia della città di Al Kufra. La fattoria veniva utilizzata per detenere migranti irregolari e privarli della libertà in condizioni definite disumane. L’operazione è stata avviata dopo la ricezione di informazioni confermate che indicavano il sito come una location segreta per la detenzione di migranti, il che ha reso necessario aprire un fascicolo d’indagine, raccogliere prove e verificare l’attendibilità delle segnalazioni ricevute.
Dopo aver completato le indagini e confermato l’esattezza delle informazioni, è stata pianificata l’operazione di irruzione con un’ampia partecipazione delle agenzie di sicurezza competenti della città. Hanno preso parte rami dell’Agenzia per la Sicurezza Interna, dell’Agenzia per il Controllo dell’Immigrazione Irregolare, dell’Amministrazione Generale per il Supporto Centrale, oltre a sezioni delle agenzie per il Controllo della Droga, le Indagini Criminali e le Investigazioni Penali, l’Ufficio di Ispezione e Monitoraggio di Al Kufra, il Servizio di Intelligence Generale, e con il supporto del Battaglione Sabaa Al-Salam, del Quinto Battaglione delle Unità di Sicurezza e della Compagnia della Polizia Militare di Al Kufra.
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Oltre 221 migranti irregolari di varie nazionalità liberati
L’operazione ha portato alla liberazione di oltre 221 migranti irregolari di varie nazionalità. Durante l’irruzione è emerso che i detenuti vivevano in rifugi sotterranei, stimati a circa tre metri di profondità e estesi per una distanza di oltre cento metri. Erano stati trattenuti lì per un periodo superiore ai due anni in condizioni difficili, prive dei più elementari requisiti per la vita umana.
A seguito di ciò, sono state intraprese le necessarie procedure legali in merito all’incidente. I migranti liberati sono stati affidati alle autorità competenti per completare le procedure necessarie e fornire loro l’assistenza richiesta.
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I detenuti vivevano in rifugi sotterranei stimati a circa tre metri di profondità
La Camera di Sicurezza Congiunta ha ribadito la determinazione a continuare a perseguire i centri di crimine organizzato, affrontando con fermezza i reati di traffico di esseri umani, estendendo la sicurezza, proteggendo le vite e senza mostrare alcuna indulgenza verso chiunque osi compromettere la sicurezza e la stabilità della città di Al Kufra.