Tripoli, 1 gennaio 2026 – Il Ministero degli Affari Esteri e della Cooperazione Internazionale del Governo di Unità Nazionale ha espresso profonda preoccupazione per gli eventi nello Stretto di Taiwan, a causa della minaccia che rappresentano per la pace e la sicurezza internazionale, e delle potenziali ripercussioni che potrebbero riflettersi sulla stabilità dei bacini dell’Oceano Indiano e del Pacifico più in generale.

In una dichiarazione rilasciata oggi, giovedì, il Ministero ha ribadito la sua adesione al principio dell’Una Cina e respinge categoricamente qualsiasi forma di interferenza negli affari interni degli Stati, al fine di promuovere la sovranità nazionale e l’integrità territoriale, e di sostenere la sicurezza e la stabilità regionale e internazionale.

Il Ministero degli Affari Esteri e della Cooperazione Internazionale ha confermato il proprio impegno per la scelta della pace e della stabilità come due pilastri fondamentali per il raggiungimento della sicurezza e della prosperità a livello globale.

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Stretto di Taiwan

Lo Stretto di Taiwan è una distesa d’acqua che separa la Cina continentale dall’isola di Taiwan. Storicamente è stata una vitale rotta marittima e, dal 1949, è un punto focale geopolitico a causa dello status politico di Taiwan. La storia dello stretto è profondamente intrecciata con le relazioni tra le due sponde e con la sicurezza regionale.

Oceano Indiano

L’Oceano Indiano è il terzo oceano più grande del mondo, storicamente fondamentale come rotta commerciale marittima che collega il Medio Oriente, l’Africa, l’Asia meridionale e l’Asia orientale da millenni. La sua storia è profondamente plasmata dai venti monsonici, che hanno facilitato le antiche reti commerciali, la diffusione di culture e religioni, e in seguito l’esplorazione e il commercio coloniale europeo.

Oceano Pacifico

L’Oceano Pacifico è l’oceano più vasto e profondo del mondo, che copre un’area maggiore di tutte le terre emerse della Terra messe insieme. Storicamente, la sua immensa distesa fu attraversata per la prima volta da esploratori europei nel XVI secolo, in particolare da Ferdinando Magellano, che gli diede il nome “Pacifico” per le sue acque apparentemente calme. Da allora è stato un corridoio cruciale per la migrazione, il commercio e lo scambio culturale tra le civiltà che ne costeggiano le rive.