Hyderabad: Per ottenere la vera gioia nella vita, bisogna rifugiarsi nello Shrimad Bhagavat. I piaceri del mondo sono fugaci, ma la beatitudine del Katha dura per sempre.

Queste parole sono state espresse dal narratore Rasia Baba, mentre spiegava il significato dello Shrimad Bhagavat Katha nel suo primo giorno, organizzato dalla Satkarma Seva Mission, Hyderabad, presso l’Haryana Bhavan a Secunderabad durante il mese di Purushottam. Baba ha detto che la missione che compie buone azioni è un’istituzione di azioni virtuose, un consiglio di missione. Quando le persone si uniscono per aiutare i poveri, celebrare la festa di Thakurji, intraprendere pellegrinaggi, osservare con gioia le altalene di Sawan e celebrare la festa di Radha Krishna, questa è la vera buona azione (satkarma).

Secondo le scritture, satkarma significa che la scrittura che ci sediamo ad ascoltare è conosciuta come Shrimad Bhagavat Mahapurana. Proprio come una persona ha due nomi: uno per la società e un altro per casa. Il nome comunemente usato tra la gente è per tutti, ma il nome affettuoso è dato dai genitori o dai parenti stretti. Allo stesso modo, Shrimad Bhagavat Mahapurana è un nome, mentre il suo altro nome caro è satkarma.

Rasia Baba ha detto che i versi che descrivono la gloria dello Shrimad Bhagavat Katha sono menzionati in due Purana: il Padma Purana e lo Skanda Purana. Secondo il Padma Purana, mentre Narada vagava, vide Bhakti Maharani, che era giovane, ma con lei c’erano due figure anziane. Quando Narada chiese informazioni su di loro, Bhakti Maharani spiegò che questi due erano i suoi figli, Jnana (Conoscenza) e Vairagya (Distacco), che erano in stato di incoscienza. Stava cercando di rianimarli.

La coscienza non si è risvegliata nemmeno dopo la conoscenza di Veda e Purana

Narada impartì a entrambi la conoscenza dei Veda, dei Purana e delle Upanishad, ma non ripresero conoscenza. Poi una voce celeste disse di farli ascoltare lo Shrimad Bhagavat Katha. Così, attraverso l’ascolto dello Shrimad Bhagavat Katha, Jnana e Vairagya divennero giovani. La gloria dello Shrimad Bhagavat Katha è che trasforma l’incosciente in cosciente. Rasia Baba ha detto che sforzandosi di incorporare il Bhagavat nella propria vita, il Signore si manifesta nel cuore. Pertanto, se si ascolta il Katha con mente sincera, porterà certamente al benessere della propria vita.

Più sinceramente si ascolta il Katha, più presto ci si avvicinerà al Signore. Il Katha da solo avvicina il devoto al Signore. Il Katha non è un mezzo di intrattenimento, ma cibo per l’anima, di cui ogni devoto dovrebbe nutrirsi. La gioia del mondo è solo momentanea, ma la beatitudine del Katha dura per sempre, e tale gioia divina non si trova altrove.

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In occasione dell’evento, i principali patrocinatori Gopu Bihani, Jogiram-Manju Agarwal, Raunak Dhanania, Archana-Ramkishore Jhanwar, Bina Suresh Tandon, la famiglia Dhanuka, i patrocinatori giornalieri Kavita Dinesh Gupta, Archana Ramkishore Jhanwar, Bharati Dhaval Damani, Babita Praveen Dhanuka e altri hanno fornito il loro supporto.

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Shrimad Bhagavat

Lo “Shrimad Bhagavat”, noto anche come Bhagavata Purana, è una venerata scrittura indù composta in sanscrito intorno al IX-X secolo d.C. Narra principalmente la vita e le imprese divine del Signore Krishna, enfatizzando la devozione (bhakti) come via per la liberazione spirituale. Il testo è considerato una pietra miliare del Vaishnavismo e ha profondamente influenzato la cultura, l’arte e la filosofia indiana.

Haryana Bhavan

L’Haryana Bhavan è la guest house ufficiale e l’ufficio di collegamento per lo stato indiano dell’Haryana, situato a Nuova Delhi. Serve come centro per funzionari governativi e visitatori dell’Haryana, fornendo alloggio e facilitando il lavoro amministrativo. L’edificio riflette l’identità culturale dell’Haryana e svolge un ruolo chiave nelle relazioni stato-centrale sin dalla sua istituzione.

Secunderabad

Secunderabad è una città importante nello stato indiano del Telangana, situata adiacente alla sua città gemella, Hyderabad. Fondata nel 1806 come cantone britannico, prese il nome da Sikandar Jah, il terzo Nizam di Hyderabad, e servì come base militare chiave durante il Raj britannico. Oggi è nota per la sua architettura coloniale, i mercati vivaci e come centro commerciale e ferroviario.

Padma Purana

Il Padma Purana è uno dei diciotto Purana maggiori della letteratura indù, chiamato così dal loto (padma) associato al dio creatore Brahma. È tradizionalmente diviso in cinque sezioni, che trattano cosmologia, mitologia e l’importanza di luoghi sacri e rituali. Si ritiene che il testo sia stato composto tra il IV e il XV secolo d.C., con aggiunte successive, ed enfatizza la devozione (bhakti) al dio Vishnu.

Skanda Purana

Lo Skanda Purana è uno dei diciotto Purana maggiori dell’induismo, dedicato principalmente al dio Kartikeya (noto anche come Skanda o Murugan). La sua composizione è datata dal IV al XV secolo d.C. e contiene una vasta raccolta di leggende, cosmologia e guide per pellegrinaggi, concentrandosi in particolare su siti sacri in India. Il testo è noto per la sua portata enciclopedica, fondendo mitologia con descrizioni dettagliate di templi e pratiche religiose.

Veda

I Veda sono un vasto corpo di antichi testi sacri originari del subcontinente indiano, composti in sanscrito vedico intorno al 1500-500 a.C. Sono le scritture fondamentali dell’induismo, composte da quattro raccolte principali—Rigveda, Samaveda, Yajurveda e Atharvaveda—contenenti inni, rituali e insegnamenti filosofici. Tramandati per secoli attraverso la tradizione orale, i Veda hanno profondamente influenzato la cultura, la religione indiana e le successive scuole filosofiche come le Upanishad.

Purana

I Purana sono un genere di antica letteratura indiana composto da storie mitologiche, leggende e insegnamenti religiosi. Composti principalmente in sanscrito tra il III e il XVI secolo d.C., servono come testi importanti nell’induismo, dettagliando le storie dell’universo, degli dei, dei re e dei saggi. Il loro nome significa “antico” o “vecchio”, e sono considerati fonti chiave per comprendere la cosmologia indù e le tradizioni culturali.

Upanishad

Le Upanishad sono una raccolta di antichi testi filosofici indiani che costituiscono la base teorica dell’induismo, composti tra l’800 e il 200 a.C. Esplorano concetti profondi come la natura della realtà ultima (Brahman), il sé individuale (Atman) e il percorso verso la liberazione spirituale (Moksha). Come parte conclusiva dei Veda, segnano un passaggio dalle pratiche ritualistiche alla meditazione introspettiva e all’indagine metafisica.