La città di Akobo, nello Stato di Jonglei vicino al confine etiope nel Sud Sudan orientale, ha assistito a uno sfollamento di massa dopo che l’esercito ha ordinato a civili, organismi umanitari e forze di evacuare la zona in preparazione di un’offensiva militare su larga scala contro le forze di opposizione. Questo è un nuovo segno della fragilità dell’accordo di pace del 2018, tra gli avvertimenti che il paese potrebbe scivolare di nuovo in una guerra civile totale.

L’ultimatum emesso dall’esercito sudsudanese scade questo lunedì pomeriggio. Fa parte di un’operazione militare lanciata dal governo lo scorso gennaio con il nome “Pace Permanente”, che ha portato allo sfollamento di oltre 280.000 persone nello Stato di Jonglei dallo scorso dicembre, dopo che le forze di opposizione hanno preso il controllo di posizioni governative.

Una commissione delle Nazioni Unite in Sud Sudan aveva avvertito che il paese potrebbe assistere a un “ritorno alla guerra su vasta scala” se la leadership non affronterà seriamente le attuali sfide, sottolineando che per prevenire il collasso delle istituzioni e proteggere la transizione è necessario un urgente reimpegno nazionale, regionale e internazionale.

Il Maggiore Generale Lul Ruai Koang, portavoce delle Forze di Difesa del Popolo del Sud Sudan (SSPDF), mostra ai giornalisti un veicolo da combattimento della fanteria BMP-2 catturato, soprannominato 'Boorchar', sequestrato dai combattenti del Movimento di Liberazione del Popolo Sudanese all'Opposizione (SPLA-IO) da un'unità di peacekeeping indiana in servizio presso la Missione delle Nazioni Unite in Sud Sudan (UNMISS) durante il conflitto del 2013, dopo una conferenza stampa sulle operazioni militari ad Akobo e sull'ordine di ritiro dell'UNMISS dalla zona; presso la caserma dell'armeria delle SSPDF a Juba, Sud Sudan, 6 marzo 2026.

Un Accordo che si Disintegra e un Processo Controverso

Questi sviluppi arrivano in un contesto di progressivo collasso dell’accordo di pace firmato tra il Presidente Salva Kiir e il suo ex vice Riek Machar, che è agli arresti domiciliari dal marzo 2025 con accuse che i suoi sostenitori definiscono politiche. Il suo arresto ha coinciso con un’escalation dell’attività dell’opposizione armata, mentre un’indagine dell’ONU ha concluso che le autorità stanno “smantellando sistematicamente” i termini dell’accordo.

Si ritiene che l’attuale crisi riveli la fragilità della presa di Salva Kiir sul potere, sottolineando che “lo Stato di fatto si sta sgretolando” e che l’esito del processo a Machar determinerà in larga parte il futuro del paese.

Mentre le operazioni militari continuano e la violenza si diffonde, il Sud Sudan affronta una prova esistenziale: rilanciare il processo di pace attraverso un urgente intervento regionale e internazionale, oppure scivolare in una nuova guerra civile che potrebbe spazzare via ciò che resta delle istituzioni statali e moltiplicare la tragedia umanitaria.

Akobo

Akobo è una città del Sud Sudan vicino al confine etiope, storicamente significativa come parte della regione del Greater Upper Nile. È stata un centro per il popolo Nuer ed è stata pesantemente colpita dalle guerre civili sudanesi, fungendo da luogo strategico durante i conflitti. Negli ultimi decenni ha affrontato gravi sfide umanitarie a causa dell’instabilità persistente e delle inondazioni.

Stato di Jonglei

Jonglei è uno stato del Sud Sudan, storicamente noto per le sue vaste zone umide e i percorsi migratori stagionali del Nilo Bianco. È stata una regione significativa durante le guerre civili sudanesi, spesso contesa per la sua posizione strategica. Lo stato è stato anche il sito dell’ambizioso, ma incompleto e controverso, progetto del Canale di Jonglei mirato alla deviazione delle acque.

Confine etiope

Il confine etiope, plasmato da trattati e conflitti dell’epoca coloniale, è una regione storicamente contesa, soprattutto con l’Eritrea dopo una lotta decennale per l’indipendenza e una successiva guerra di confine dal 1998 al 2000. Oggi rimane un’area geopolitica sensibile, con tensioni e dispute etniche interne in corso che influenzano la sicurezza e l’amministrazione di frontiera. Questioni chiave di demarcazione, in particolare riguardanti la città di Badme, continuano a simboleggiare la complessa eredità di questi conflitti.

Sud Sudan

Il Sud Sudan è il paese più giovane del mondo, avendo ottenuto l’indipendenza dal Sudan nel 2011 dopo decenni di guerra civile. Il suo patrimonio culturale è profondamente radicato nelle tradizioni dei suoi numerosi gruppi etnici, come i Dinka e i Nuer, sebbene la sua storia moderna sia stata segnata da conflitti significativi e dalla lotta per costruire istituzioni nazionali.

Accordo di pace del 2018

L’accordo di pace del 2018 si riferisce all’**Accordo sulla Pace e la Riconciliazione in Mali**, firmato a Bamako tra il governo maliano, le milizie filo-governative e due coalizioni di gruppi armati del nord. Mirava a porre fine al conflitto iniziato nel 2012 decentralizzando il potere, integrando i combattenti e promuovendo lo sviluppo nel nord. Tuttavia, l’attuazione è stata lenta e fragile, con violenze e instabilità persistenti che continuano a mettere alla prova il processo di pace.

Missione delle Nazioni Unite in Sud Sudan (UNMISS)

La Missione delle Nazioni Unite in Sud Sudan (UNMISS) è un’operazione di peacekeeping dell’ONU istituita nel luglio 2011, dopo l’indipendenza del Sud Sudan. Il suo mandato principale è consolidare la pace e la sicurezza, proteggere i civili e sostenere l’attuazione di un cessate il fuoco e di un accordo di pace in un paese che ha vissuto un significativo conflitto interno.

Juba

Juba è la capitale e la città più grande del Sud Sudan, situata sul Nilo Bianco. Storicamente un avamposto commerciale, divenne il centro amministrativo della regione sotto il dominio anglo-egiziano e in seguito servì come capitale provvisoria del Sudan del Sud durante il processo di pace, prima di diventare ufficialmente la capitale nazionale con l’indipendenza del Sud Sudan nel 2011.

Salva Kiir

“Salva Kiir” non è un luogo o un sito culturale, ma una persona – l’attuale Presidente del Sud Sudan. È salito alla ribalta come comandante dell’Esercito di Liberazione del Popolo Sudanese (SPLA) durante la Seconda Guerra Civile Sudanese ed è diventato il primo Presidente della neonata Repubblica del Sud Sudan nel 2011.