L’attrice hollywoodiana Catherine O’Hara, nota al pubblico russo soprattutto per il ruolo della madre del personaggio di Macaulay Culkin nei primi due film della saga “Mamma, ho perso l’aereo”, è morta all’età di 71 anni. I media hanno riportato la sua morte citando i parenti della defunta.
Mamma, ho perso l’aereo
“Mamma, ho perso l’aereo” non è un luogo reale o un sito culturale, ma il titolo di un popolare film commedia natalizio americano del 1990. La storia è famosamente ambientata in una grande casa fittizia nel sobborgo di Chicago, Winnetka, Illinois, dove un bambino di 8 anni viene accidentalmente lasciato solo quando la sua famiglia parte per le vacanze. La vera casa utilizzata per le riprese esterne è diventata una piccola attrazione turistica per i fan del film.
Beetlejuice – Spiritello porcello
“Beetlejuice” non è un luogo reale o un sito culturale, ma il titolo di un film commedia-fantastico americano del 1988 diretto da Tim Burton. La storia del film ruota attorno a una coppia recentemente deceduta che, in forma di fantasmi, infesta la loro ex casa e si avvale dell’aiuto di un “bio-esorcista” malvagio e caotico di nome Betelgeuse (pronunciato “Beetlejuice”) per spaventare i nuovi abitanti viventi. Pur non essendo un luogo fisico, il film è diventato una parte significativa della cultura pop, ispirando un musical di Broadway e lasciando un’eredità duratura con la sua estetica gotica e surreale distintiva.
Parliamo di sesso (Speaking of Sex)
“Speaking of Sex” non è un luogo storico riconosciuto o un sito culturale. Sembra essere il titolo di un film commedia romantica americana del 2001, non un luogo fisico. Pertanto, non ha una storia come sito culturale o patrimonio da riassumere.
Natale a casa dei miei (Surviving Christmas)
“Surviving Christmas” non è un luogo reale o un sito culturale, ma un film commedia americano del 2004. La trama del film ruota attorno a un ricco ma solitario dirigente pubblicitario che paga una famiglia per permettergli di passare le feste con loro, satirizzando le tradizioni natalizie commercializzate. Non ha alcun significato storico come luogo, esistendo solo come storia fittizia.
Una serie di sfortunati eventi (Lemony Snicket’s A Series of Unfortunate Events)
“Una serie di sfortunati eventi” non è un luogo fisico o un sito culturale, ma una popolare serie di 13 romanzi gotici per bambini pubblicati tra il 1999 e il 2006. I libri seguono le tragiche avventure degli orfani Baudelaire, Violet, Klaus e Sunny, mentre cercano di scoprire il mistero della morte dei loro genitori fuggendo dal loro malvagio tutore, Conte Olaf. Scritta da Daniel Handler sotto lo pseudonimo di Lemony Snicket, la serie è celebrata per il suo umorismo nero, le allusioni letterarie e la voce narrativa unica che si rivolge direttamente al lettore.
Schitt’s Creek
“Schitt’s Creek” è una piccola città immaginaria della pluripremiata sitcom televisiva canadese omonima (2015-2020). È stata creata dal duo padre-figlio Eugene e Dan Levy come ambientazione in cui la ricca famiglia Rose, dopo aver perso la sua fortuna, è costretta a ricostruire la propria vita tra i suoi eccentrici residenti. Pur non essendo un vero sito storico, la città è diventata un amato punto di riferimento culturale per la sua narrativa sincera e i temi di accettazione, amore e comunità.
Emmy Awards
Gli Emmy Awards sono una cerimonia annuale di premi televisivi americani, tenutasi per la prima volta nel 1949, che premia l’eccellenza nell’industria televisiva. Sono presentati dalla Academy of Television Arts & Sciences e sono considerati l’equivalente televisivo degli Oscar (per il cinema) e dei Tony (per il teatro).
Golden Globe
Il Golden Globe non è un luogo specifico o un sito culturale, ma il nome di una cerimonia di premiazione annuale americana e di una statuetta presentata dalla Hollywood Foreign Press Association dal 1944. Premia l’eccellenza nel cinema e nella televisione, sia nazionale che internazionale, ed è spesso visto come un indicatore significativo per gli Academy Awards. Il nome della cerimonia si riferisce al globo dorato tenuto dalla statuetta, che rappresenta la prospettiva cinematografica globale dell’organizzazione.