BANDUNG– Il Papandayan International Online Jazz Competition (TPJC) 2026 si è svolto ancora una volta con successo come prestigioso evento di competizione jazz che riunisce giovani talenti e musicisti professionisti da varie regioni e paesi.

Giunto al suo sesto anno, il TPJC continua a crescere come piattaforma di competizione e spazio di scambio culturale musicale che rafforza l’esistenza del jazz indonesiano sulla scena internazionale.

Quest’anno, il TPJC ha proposto gare altamente competitive attraverso due categorie principali: la Categoria Giovani e la Categoria Guerrieri. L’entusiasmo dei partecipanti era evidente nella diversità dei background musicali, degli approcci agli arrangiamenti e delle esplorazioni dei generi jazz presentati da ciascun partecipante.

Al TPJC 2026 hanno partecipato decine di gruppi e musicisti provenienti da varie città dell’Indonesia come Jakarta, Bandung, Surabaya, Semarang, Yogyakarta, Bekasi, Depok, Malang, Bantul, Kuningan e Surakarta. Non solo, la competizione di quest’anno ha incluso anche partecipanti internazionali dall’India, Italia, Kenya, Thailandia e Stati Uniti, rafforzando ulteriormente la posizione del TPJC come competizione jazz con attenzione internazionale.

L’atmosfera di valutazione per la Categoria Giovani è stata molto dinamica e piena di entusiasmo. I giudici hanno ammesso di essere rimasti stupiti dalla qualità musicale dei partecipanti che si sono esibiti in giovane età. Molti nuovi talenti hanno mostrato abilità strumentali mature, piene di tecnica, e possedevano forti caratteri musicali e coraggio nell’improvvisazione.

Nel frattempo, la competizione nella Categoria Guerrieri è stata molto serrata con una qualità musicale equilibrata. I finalisti si sono esibiti con alta professionalità e creatività nel presentare generi jazz unici e diversi. Ogni gruppo ha presentato interpretazioni musicali differenti, spaziando dal jazz fusion, latin jazz, modern jazz fino a esplorazioni di jazz etnico che mettevano in mostra l’identità musicale di ogni band.

Dopo un intenso e approfondito processo di valutazione, ecco i vincitori del The Papandayan International Online Jazz Competition 2026:

Vincitori Categoria Jazz Giovani

  • 1° Posto : SFG (Jakarta, Indonesia)
  • 2° Posto : SnD (Jakarta, Indonesia)
  • 3° Posto : Sea Dreams (Jakarta, Indonesia)

Vincitori Categoria Jazz Guerrieri

  • 1° Posto : Smoove (Yogyakarta, Indonesia)
  • 2° Posto : Dadaks (Bantul, Indonesia)

Oltre alle categorie principali, i giudici hanno anche assegnato il premio Miglior Nuovo Talento a Steven Ryan Priatna, un tastierista del gruppo SFG. Barry Likumahuwa, come uno dei giudici, ha condiviso la sua opinione in merito, affermando che il premio è stato assegnato perché la sua abilità strumentale è stata considerata molto matura per la sua giovane età. I giudici vedono Steven come un giovane musicista con un futuro luminoso e un grande potenziale di crescita nell’industria musicale jazz in futuro.

Il processo di valutazione per il TPJC 2026 ha coinvolto una serie di rinomati musicisti e professionisti jazz, sia dall’Indonesia che a livello internazionale, ovvero Dwiki Dharmawan, Barry Likumahuwa, Sri Hanuraga, Hari Pochang, Venche Manuhutu e Carolina Brusse dai Paesi Bassi. La presenza di questi giudici ha fornito un’ampia prospettiva musicale nella valutazione della qualità tecnica, creatività, improvvisazione e interpretazione dei finalisti verso i brani eseguiti.

Nella finale del TPJC 2026, ogni finalista ha eseguito due composizioni consistenti in un brano obbligatorio e un brano originale. Le performance dei partecipanti hanno messo in mostra la qualità musicale, la creatività nell’improvvisazione e il coraggio nell’esplorare l’identità musicale di ogni band.

Un rappresentante del vincitore del 1° posto nella categoria Jazz Guerrieri ha espresso il proprio entusiasmo dopo aver vinto il TPJC 2026.

“Vincere il TPJC 2026 è una sorpresa e un grande onore per noi. Vogliamo anche esprimere la nostra più profonda gratitudine all’intero comitato del TPJC 2026 per questa incredibile piattaforma e organizzazione dell’evento. Grazie anche alla giuria per l’apprezzamento, l’energia e lo spazio per esprimerci. Speriamo che la scena musicale jazz indonesiana sia più solidale, rilassata e anche più sana e fresca in futuro,” ha detto Benz Rio Manurung degli Smoove.

Nel frattempo, un rappresentante del

Papandayan

Il Papandayan è uno stratovulcano attivo situato a Giava Occidentale, in Indonesia, noto per il suo paesaggio drammatico e l’attività geotermica. La sua eruzione storica più significativa avvenne nel 1772, che devastò i villaggi circostanti e rimodellò il cratere della montagna. Oggi è una popolare destinazione per escursioni, offrendo ai visitatori viste di sfiati di zolfo, sorgenti termali e una “foresta morta” unica di alberi uccisi dai gas vulcanici.

Jakarta

Jakarta è la capitale e la città più grande dell’Indonesia, situata sulla costa nord-occidentale di Giava. Originariamente un piccolo porto chiamato Sunda Kelapa, fu ribattezzata Batavia dagli olandesi nel XVII secolo e servì come capitale coloniale delle Indie Orientali Olandesi per oltre 300 anni. Dopo l’indipendenza dell’Indonesia nel 1945, la città fu ufficialmente rinominata Jakarta e da allora è cresciuta fino a diventare una metropoli tentacolare e densamente popolata che funge da centro politico, economico e culturale del paese.

Bandung

Bandung, capoluogo di Giava Occidentale, Indonesia, è una città nota per il suo clima fresco, l’architettura coloniale e la vibrante scena artistica. Storicamente, ottenne importanza durante l’era coloniale olandese come stazione collinare pianificata, e in seguito ospitò la storica Conferenza Asia-Africa del 1955, che consolidò il suo ruolo nel Movimento dei Non Allineati. Oggi, Bandung è una destinazione popolare per la sua miscela di bellezza naturale, shopping e patrimonio culturale.

Surabaya

Surabaya è la seconda città più grande dell’Indonesia e il capoluogo di Giava Orientale, nota per il suo ruolo chiave nella lotta per l’indipendenza del paese. Il suo nome deriva dalle parole giavanesi per “squalo” e “coccodrillo”, riferendosi a una leggendaria battaglia tra le due creature. La città è famosa per ospitare il Monumento agli Eroi, che commemora la feroce Battaglia di Surabaya del 1945, che galvanizzò la resistenza indonesiana contro le forze coloniali.

Semarang

Semarang è la capitale di Giava Centrale, Indonesia, con una storia profondamente radicata nel suo ruolo di porto coloniale maggiore per la Compagnia Olandese delle Indie Orientali (VOC). La città presenta un centro storico ben conservato (Kota Lama), noto per la sua architettura coloniale olandese, ed è anche sede dell’iconico tempio Sam Poo Kong, che riflette la sua significativa eredità culturale cinese. Oggi, Semarang funge da vivace polo economico, fondendo influenze giavanesi, cinesi ed europee.

Yogyakarta

Yogyakarta è una città vibrante sull’isola indonesiana di Giava, rinomata per il suo ricco patrimonio culturale e come centro delle arti e tradizioni classiche giavanesi. Storicamente, servì come capitale del Sultanato di Yogyakarta e giocò un ruolo chiave nella lotta per l’indipendenza dell’Indonesia negli anni ’40. La città è anche la porta d’accesso al famoso tempio buddista del IX secolo Borobudur e al complesso di templi indù di Prambanan.

Bekasi

Bekasi è una città di Giava Occidentale, Indonesia, con una storia che risale al V secolo come parte del Regno di Tarumanagara. In seguito divenne un sito chiave durante la Rivoluzione Nazionale Indonesiana, dove ebbe luogo la Battaglia di Bekasi nel 1945. Oggi, è una città satellite di Jakarta in rapido sviluppo, nota per la sua crescita industriale e l’espansione urbana.

Depok

Depok è una città di Giava Occidentale, Indonesia, conosciuta come città satellite di Jakarta con una storia che risale al XVIII secolo, quando fu fondata come tenuta privata da Cornelis Chastelein, un proprietario terriero coloniale olandese. Chastelein liberò i suoi schiavi e concesse loro terre, portando allo sviluppo di una comunità cristiana unica e al nome della città, che deriva dalla parola sundanese per “eremo” o “luogo tranquillo”. Oggi, Depok è un centro urbano in rapida crescita, sede dell’Università dell’Indonesia e di una popolazione diversificata, che fonde le sue radici storiche con lo sviluppo moderno.