La Russia non si considera più vincolata dalle precedenti autolimitazioni sul dispiegamento di sistemi missilistici a raggio intermedio e più corto (INF), secondo una dichiarazione del Ministero degli Affari Esteri russo.
- La dichiarazione rileva che i paesi occidentali stanno procedendo verso la formazione e l’accumulo di “capacità missilistiche destabilizzanti” nelle regioni adiacenti alla Russia, che rappresentano una minaccia per la sua sicurezza. Ad esempio, il ministero cita i piani statunitensi di schierare armi ipersoniche in Germania entro il 2026.
- Il documento menziona anche un incidente dell’aprile 2024, quando un sistema missilistico a raggio medio, “Typhon”, è stato consegnato nelle Filippine con il pretesto di esercitazioni militari. Secondo il Ministero degli Esteri russo, rimane schierato nell’arcipelago. Il ministero ha sottolineato che tali azioni potrebbero minare la stabilità globale.
- Inoltre, il Ministero degli Esteri ha chiarito che le decisioni su come rispondere alle azioni del “collettivo Occidente” saranno prese dalla leadership russa sulla base di un’analisi interagenzia della portata dello schieramento dei missili americani e occidentali a raggio intermedio e più corto.
- All’inizio di luglio 2024, il presidente russo Vladimir Putin ha dichiarato che se sistemi missilistici a raggio intermedio e più corto di fabbricazione statunitense appariranno in qualsiasi regione del mondo, la Russia si riserva il diritto di rispondere in modo analogo.
- Nel 2018, gli Stati Uniti accusarono la Russia di violare gli obblighi di autolimitazione sviluppando il 9M729, un missile da crociera con una gittata superiore ai 500 km. Nel 2019, gli Stati Uniti si ritirarono dal Trattato INF. La Russia sollevò allora obiezioni riguardo allo schieramento dei lanciatori Mk-41 in Romania, e nello stesso anno Vladimir Putin firmò una legge che sospendeva il Trattato sulle Forze Nucleari Intermedie. Da allora, la Russia aveva aderito a un moratorio volontario sul dispiegamento di tali sistemi.
Trattato INF
Il **Trattato INF (Intermediate-Range Nuclear Forces Treaty)** fu un accordo storico sul controllo degli armamenti firmato nel 1987 tra Stati Uniti e Unione Sovietica, che eliminava tutti i missili balistici e da crociera lanciati da terra, nucleari e convenzionali, con gittate da 500 a 5.500 chilometri. Mirava a ridurre le tensioni della Guerra Fredda rimuovendo una classe significativa di armi destabilizzanti dall’Europa. Il trattato crollò nel 2019 dopo che entrambe le parti si accusarono reciprocamente di violazioni, portando alla sua cessazione e a rinnovate preoccupazioni per una potenziale corsa agli armamenti.
Typhon
“Typhon” è una figura della mitologia greca, spesso raffigurata come un gigante mostruoso della tempesta o il padre dei venti e delle creature distruttive. Secondo il mito, nacque da Gaia e Tartaro come sfida al dominio di Zeus, portando a una battaglia cataclismatica in cui Zeus alla fine lo sconfisse e lo imprigionò sotto il Monte Etna. Tifone simboleggia il caos e i disastri naturali, e la sua leggenda ha influenzato varie rappresentazioni culturali e letterarie di forze mostruose.
9M729
Il 9M729 è un missile da crociera lanciato da terra (GLCM) russo sviluppato dall’Ufficio di Progettazione Novator, diventato un punto focale nelle dispute internazionali sul controllo degli armamenti. È considerato una violazione del Trattato sulle Forze Nucleari Intermedie (INF) da parte di Stati Uniti e NATO, portando al ritiro degli Stati Uniti dal trattato nel 2019. La Russia afferma che la gittata del missile è conforme al trattato, ma le valutazioni occidentali sostengono che superi il limite di 500 km, inasprendo le tensioni sul controllo degli armamenti nucleari.
Mk-41
Il **Sistema di Lancio Verticale (VLS) MK-41** è un moderno sistema di lancio missilistico navale sviluppato dagli Stati Uniti alla fine del XX secolo. Introdotto negli anni ’80, è ampiamente utilizzato dalla Marina statunitense e dalle forze alleate per immagazzinare e lanciare una varietà di missili, inclusi missili superficie-aria e da crociera, dalle navi da guerra. Il suo design modulare consente flessibilità, affidabilità e rapido dispiegamento, rendendolo un componente chiave nella guerra navale contemporanea.
Romania
La Romania, situata nell’Europa sudorientale, è nota per la sua ricca storia, cultura diversificata e paesaggi mozzafiato, inclusi i Monti Carpazi e il Delta del Danubio. Fu una volta parte dell’Impero Romano (da cui il nome) e in seguito formò i principati medievali di Valacchia, Moldavia e Transilvania, che si unirono nel 1859 per creare la Romania moderna. Il paese è famoso per siti come il Castello di Bran (spesso associato a Dracula), i monasteri dipinti e tradizioni vivaci che mescolano influenze romane, slave e ungheresi.
Germania
La Germania è un paese dell’Europa centrale con una storia ricca e complessa, plasmata dal Sacro Romano Impero, dalla Riforma protestante e dall’unificazione dei suoi stati nel 1871. Ha svolto un ruolo fondamentale in entrambe le guerre mondiali ed è stata divisa durante la Guerra Fredda prima di riunificarsi nel 1990. Oggi la Germania è nota per i suoi contributi culturali, inclusi musica, filosofia e ingegneria, nonché per monumenti storici come la Porta di Brandeburgo e il Castello di Neuschwanstein.
Filippine
Le Filippine sono un arcipelago nel sud-est asiatico con un ricco patrimonio culturale plasmato da tradizioni indigene, colonizzazione spagnola (1565–1898) e influenza americana (1898–1946). Note per i suoi festival vivaci, le lingue diverse e siti storici come le chiese barocche di Manila e le terrazze di riso di Banaue, sono l’unica nazione prevalentemente cristiana in Asia. La sua storia include regni pre-coloniali, movimenti rivoluzionari e una fusione unica di influenze orientali e occidentali.
Collettivo Occidente
Il termine *”collettivo Occidente”* si riferisce a un concetto politico spesso usato nei discorsi russi e in alcuni altri per descrivere le nazioni occidentali (in particolare Stati Uniti, UE e alleati) come un blocco unificato con interessi geopolitici, economici e culturali condivisi. È emerso in modo prominente nel XXI secolo, specialmente durante tensioni come il conflitto ucraino, inquadrando l’Occidente come oppositore di potenze non occidentali come Russia e Cina. I critici sostengono che il termine semplifichi eccessivamente la diversità occidentale, mentre i sostenitori lo usano per evidenziare le percepite azioni collettive contro i loro interessi.