La Russia avverte di una nuova ondata di attacchi su Kiev e chiede agli stranieri di andarsene
Il 25 maggio, la Russia ha annunciato che effettuerà attacchi “sistematici” contro obiettivi legati ai centri decisionali e militari ucraini nella capitale Kiev, invitando gli stranieri – compresi i diplomatici – a lasciare la città il prima possibile.
Secondo una nota del Ministero degli Esteri russo, è stato informato il Segretario di Stato americano Marco Rubio che questa mossa è una risposta ai “continui attacchi terroristici delle autorità di Kiev” contro i civili in Russia.
La dichiarazione è arrivata dopo che la Russia ha effettuato uno dei suoi bombardamenti più intensi su Kiev dall’inizio del conflitto.
I funzionari ucraini hanno dichiarato che gli attacchi del fine settimana hanno ucciso almeno due persone, ferito 91 persone e danneggiato circa 300 edifici in tutta la città.
Il Ministro degli Esteri ucraino Andrii Sybiha ha esortato gli alleati a non cedere al “ricatto russo”, mentre la delegazione dell’UE a Kiev ha ribadito che sarebbe rimasta in Ucraina.
Netanyahu promette di intensificare gli attacchi sul Libano per “schiacciare” Hezbollah
Israele ha intensificato i bombardamenti sul Libano meridionale, dopo che il Primo Ministro Benjamin Netanyahu ha promesso di intensificare la campagna militare per “schiacciare” Hezbollah, come riportato dall’AFP il 25 maggio.
Netanyahu ha dichiarato che Hezbollah sta aumentando i suoi attacchi con droni, compresi droni controllati tramite fibra ottica, ma ha insistito che Israele amplierà la portata dei suoi attacchi e aumenterà la potenza di fuoco in risposta.
Secondo l’agenzia di stampa nazionale libanese (NNA), decine di raid israeliani hanno preso di mira diverse aree del Libano meridionale e della Valle della Bekaa nel corso della giornata, uccidendo almeno tre persone.
Israele ha anche emesso ordini di evacuazione per 10 villaggi, accusando Hezbollah di aver violato l’accordo di cessate il fuoco.

Il prezzo del petrolio crolla di quasi il 7% per le speranze di progressi nell’accordo USA-Iran
I prezzi globali del petrolio sono crollati di quasi il 7% il 25 maggio, poiché i mercati prevedono che gli Stati Uniti e l’Iran si stiano avvicinando a un accordo per porre fine al conflitto in Medio Oriente, aprendo potenzialmente le rotte di trasporto energetico attraverso lo Stretto di Hormuz.
Il Brent è sceso di 7,24 dollari, quasi il 7%, a 96,30 dollari al barile. Nel frattempo, il WTI è sceso di 6,30 dollari, o del 6,5%, a 90,88 dollari al barile.
Il calo è seguito a notizie secondo cui i negoziati tra Washington e Teheran avrebbero fatto alcuni progressi su una bozza di memorandum d’intesa per porre fine alla guerra durata quasi tre mesi.
Orange County evita il rischio di esplosione di una cisterna chimica
Le autorità californiane hanno dichiarato che il rischio di esplosione di una cisterna di prodotti chimici industriali surriscaldata a Garden Grove è stato eliminato, dopo che si è formata una crepa che ha contribuito ad alleviare la pressione interna.
Tuttavia, 50.000 residenti dell’area sono rimasti evacuati a causa del rischio di perdite di sostanze chimiche tossiche.
L’incidente è avvenuto in uno stabilimento GKN Aerospace il 22 maggio, coinvolgendo una cisterna di metacrilato di metile, una sostanza chimica altamente infiammabile.
In precedenza, i funzionari temevano che la cisterna potesse rompersi o esplodere, perdendo fino a 26.500 litri di sostanze chimiche pericolose e mettendo in pericolo le aree circostanti.
I vigili del fuoco hanno dichiarato che la temperatura della cisterna è scesa da oltre 38°C a circa 34°C grazie a un continuo getto d’acqua. Il Governatore Gavin Newsom ha anche confermato che lo stato ha ricevuto assistenza federale di emergenza per gestire l’incidente.