Il Centro per l’Analisi e l’Applicazione delle Informazioni Geospaziali (Cenago) presso l’Istituto di Tecnologia di Bandung (ITB) ha completato uno studio forense basato sull’analisi delle precipitazioni estreme, le caratteristiche idrologiche di tre bacini idrografici (Badiri, Garoga e Batang Toru), i cambiamenti della copertura del suolo e simulazioni idrologico-idrauliche.

“I risultati dello studio mostrano che l’evento è stato innescato da piogge di intensità estrema a causa del Ciclone Tropicale Senyar, il che significa che la capacità del sistema di controllo delle inondazioni esistente non era progettata per resistere a un evento di tale portata”, ha dichiarato il Coordinatore del Team di Ricerca Cenago in una nota scritta.

Cenago afferma che questa scoperta dimostra l’importanza di un’analisi approfondita e completa, basata sui dati, per trarre conclusioni sui fattori causali e le responsabilità di un disastro.

“I risultati della ricerca mostrano che il contributo dei cambiamenti della copertura del suolo da parte di alcune aziende analizzate è relativamente piccolo rispetto alla portata del fattore meteorologico estremo verificatosi”, ha spiegato la nota.

Non basandosi solo sull’identificazione e digitalizzazione delle immagini satellitari per classificare la copertura del suolo, Cenago ha anche combinato dati sulle precipitazioni, definizioni di bacini e sottobacini, modelli digitali di elevazione (DEM) e dati standard sui parametri idrologico-idraulici.

“L’analisi di Cenago delle immagini satellitari ad alta risoluzione mostra che l’alluvione è stata innescata dal fenomeno del Ciclone Tropicale Senyar con un’anomalia pluviometrica molto rara. Le precipitazioni alla fine di novembre 2025 hanno raggiunto livelli estremi (150-300 millimetri al giorno) e molto estremi (oltre 300 millimetri al giorno)”, ha chiarito la nota.

“Con un’intensità delle piogge che supera lo standard nazionale di mitigazione, Cenago valuta che il disastro fosse a un livello che, in termini di pianificazione, ha superato la capacità delle misure di controllo delle inondazioni applicabili”, ha aggiunto.

Nel frattempo, un accademico dell’ITB del Gruppo di Competenza in Geologia ha aggiunto che le aree di frana colpite dalle massicce piogge estreme, che si verificano nella zona molto ripida del Tufo di Toba, sono numerose nel bacino idrografico superiore del Garoga e nelle foreste protette.

“Rimane un compito molto significativo, ovvero l’utilizzo di dati e informazioni, come i dati geoscientifici, per l’esame e la decisione su varie questioni”, hanno dichiarato.

Cenago è un centro di ricerca dell’ITB focalizzato sull’analisi e l’applicazione delle informazioni geospaziali per supportare il processo decisionale basato sui dati, inclusi studi forensi sui disastri.

Cenago collabora con operatori di oltre 150 satelliti relativi a Immagini Satellitari ad Alta Risoluzione (30 cm, super risoluzione 15 cm), Imaging Stereo Satellitare e satelliti SAR che utilizzano segnali radar, consentendo di accelerare la fornitura di informazioni geospaziali di oltre 10 volte.

Istituto di Tecnologia di Bandung (ITB)

L’Istituto di Tecnologia di Bandung (ITB) è la più antica e prestigiosa università tecnica dell’Indonesia, fondata nel 1920 durante l’epoca coloniale olandese come *Technische Hoogeschool te Bandoeng*. Ha svolto un ruolo fondamentale nello sviluppo della nazione, formando molti dei principali ingegneri, scienziati e architetti dell’Indonesia. Il campus è noto anche per i suoi edifici storici in stile Art Deco progettati dall’architetto olandese Henri Maclaine Pont.

Centro per l’Analisi e l’Applicazione delle Informazioni Geospaziali (Cenago)

Il Centro per l’Analisi e l’Applicazione delle Informazioni Geospaziali (Cenago) è un’istituzione specializzata in Vietnam, istituita per promuovere la ricerca e l’applicazione pratica di tecnologie geospaziali come GIS e telerilevamento. Svolge un ruolo chiave nel supportare progetti nazionali in aree come il monitoraggio ambientale, la pianificazione urbana e la gestione delle risorse naturali, fornendo analisi dati critiche e competenze tecniche.

Bacino idrografico del Badiri

Il bacino idrografico del Badiri è un’area ecologica e culturale significativa situata nella regione di Badiri in Papua Nuova Guinea. Storicamente, è stata la terra ancestrale del popolo Maisin, che ha gestito in modo sostenibile le sue ricche foreste pluviali e i sistemi fluviali per generazioni. Oggi è riconosciuto per la sua biodiversità e per gli sforzi della comunità per proteggere il proprio ambiente e patrimonio culturale.

Bacino idrografico del Garoga

Il bacino idrografico del Garoga è un’area naturale protetta situata nelle Ande colombiane, principalmente nel dipartimento di Antioquia. Storicamente, è stato vitale per l’approvvigionamento idrico e la biodiversità della regione, e i suoi sforzi di conservazione mirano a proteggere i suoi ecosistemi di páramo e le sorgenti di diversi fiumi importanti.

Bacino idrografico del Batang Toru

Il bacino idrografico del Batang Toru è una regione di foresta pluviale ricca di biodiversità nel Nord Sumatra, in Indonesia, nota come unico habitat conosciuto dell’orango di Tapanuli, specie scoperta come distinta nel 2017 e in pericolo critico. La sua storia è profondamente legata alle comunità indigene locali e, più recentemente, agli sforzi di conservazione e alle controversie sullo sviluppo di infrastrutture, come un importante progetto di diga idroelettrica all’interno dell’ecosistema. Quest’area rappresenta un fragile equilibrio tra storia evolutiva unica, conservazione delle specie endemiche e interessi economici moderni.

Zona del Tufo di Toba

La zona del Tufo di Toba è una vasta regione geologica nel nord di Sumatra, in Indonesia, formatasi dall’eruzione del supervulcano Toba circa 74.000 anni fa. Questo evento cataclismatico, una delle più grandi eruzioni vulcaniche conosciute sulla Terra, ha depositato uno strato di roccia vulcanica (ignimbrite) spesso centinaia di metri su migliaia di chilometri quadrati. L’area ospita ora il lago Toba, il più grande lago vulcanico del mondo, che riempie l’enorme caldera creata dal collasso del vulcano.