Dal 15 al 21 settembre si svolge la Settimana Nazionale della Consapevolezza sulla Cybersicurezza 2025. Recentemente sono stati resi noti diversi casi tipici di bufale online: “Crollo dell’impianto dei Giochi Asiatici di Hangzhou”, “Comparso un trafficante di esseri umani vicino al quartiere residenziale che ha rapito un bambino di tre anni gettandolo in un furgone”, “Una donna cinese si è sposata in una baraccopoli straniera e chiede aiuto per tornare in Cina”… Perché queste notizie false online, che spesso raggiungono le “100mila+ visualizzazioni”, riescono sempre a fuorviare con precisione il pubblico e a raccogliere traffico?
“Le cattive notizie viaggiano veloci”. Dal punto di vista psicologico e neuroscientifico, il cervello umano elabora le informazioni emotive molto più velocemente di quelle razionali, bypassando l’analisi corticale. Nell’era dell’esplosione informativa, la comunicazione online segue la “regola dei tre secondi”: evocare emozioni come paura, rabbia o compassione entro i primi tre secondi.
Alcuni account di self-media sono maestri nella manipolazione emotiva. Spinti dall’allettamento della monetizzazione del traffico, trattano la “crescita violenta degli account” come un biglietto d’oro. Fabbricare storie come “Ispirazione! Una zia di 54 anni studia per trent’anni ed entra all’Università cinese di Scienze Politiche e Diritto!”, “Una perdita di gas in un gasdotto a Dalian causa un’esplosione, 3 morti e 6 feriti”, o “Assurdo! Una donna ‘becca l’amante’ in centro e sfoga la rabbia calpestando una Porsche!” incendia immediatamente l’emozione pubblica, spingendo ai clic. Soprattutto riguardo alla sicurezza pubblica, la maggior parte delle persone “preferisce credere che esista piuttosto che non esista”, accelerando la diffusione delle bufale. Alcuni team formano addirittura catene industriali complete dalla fabbricazione dei contenuti al packaging, promozione e monetizzazione del traffico. Ad esempio, account sulla salute prima attirano traffico con “una certa sostanza causa il cancro”, poi promuovono “prodotti detox”. Altri vendono direttamente tecniche di “crescita violenta degli account”, disturbando gravemente l’ecosistema online.
In una certa misura, anche gli algoritmi delle piattaforme alimentano la propagazione delle bufale. Basando le raccomandazioni sul “volume di interazione” e sul “tasso di completamento”, creano un circolo vizioso “emozione–condivisione–raccomandazione”. Le bufale inizialmente catturano l’attenzione con emozioni estreme, e gli algoritmi poi le propongono a più persone, sfondando i circoli sociali e diffondendosi in modo virale. Sebbene piattaforme e autorità di regolamentazione reprimano continuamente – ad esempio, lo Smascheratore di Bufale di WeChat collabora con 1.135 istituzioni di fact-checking e ha smascherato 9.165 bufale (dati aggiornati al 15 settembre) – la “crescita violenta degli account” rimane dilagante.
Secondo la Legge della Repubblica Popolare Cinese sulle Sanzioni per l’Amministrazione della Sicurezza Pubblica, diffondere voci, denunciare falsamente pericoli, epidemie, situazioni di polizia o altrimenti disturbare intenzionalmente l’ordine pubblico è punibile con cinque-dieci giorni di detenzione e una multa fino a cinquecento yuan; per i casi minori, detenzione fino a cinque giorni o multa fino a cinquecento yuan. Per i casi gravi che costituiscono reato, si persegue la responsabilità penale secondo le disposizioni pertinenti del Codice Penale della Repubblica Popolare Cinese.
“Le voci si diffondono con una bocca; smascherarle fa correre le gambe”. Come spezzare il circolo? Il pubblico dovrebbe verificare proattivamente le informazioni, non credere né diffondere voci. Le piattaforme dovrebbero ottimizzare gli algoritmi, dare priorità alla revisione dei contenuti con picchi improvvisi di traffico e identificare e smascherare con precisione le bufale. I regolatori devono migliorare le leggi e i regolamenti pertinenti, punire severamente tutti gli anelli della catena industriale delle bufale secondo la legge, aumentare il costo delle violazioni e far pagare un prezzo pesante a chi diffonde voci.
A giugno si è tenuta la riunione di pianificazione dei lavori speciali “Rete Pulita” e “Proteggi la Rete” 2025, aderendo ai principi di repressione, governance ecologica, prevenzione proattiva e operazioni coordinate. Recentemente, l’Amministrazione del Cyberspazio della Cina ha continuato a portare avanti in profondità la campagna speciale “Chiaro e Luminoso · Ottimizzare l’Ambiente Commerciale Online – Reprimere le ‘Bocche Nere’ Online che Colpiscono le Imprese”, gestendo un gruppo di account illegali relativi alle imprese secondo legge e accordi.
Le voci si fermano con i saggi; i saggi non si confondono. Internet non è un luogo senza legge. Usiamo il pugno pesante della legge per spezzare il labirinto delle bufale e costruire uno spazio chiaro e luminoso.